IL FUTURO DEL LAVORO

Il futuro del lavoro sarà dell'uomo o delle macchine?

IL FUTURO DEL LAVORO

Le macchine ci ruberanno il lavoro?

 

Il futuro del lavoro | Robot, Intelligenza artificale, Internet of Things, sono parole che lentamente stanno entrando a far parte delle nostre vite e della nostra cultura.
Dal modo di fare la spesa a quello di andare a lavoro, le nuove tecnologie stanno gradualmente modificando la nostra società.
La domanda che molti a questo punto si pongono è: le macchine stanno davvero migliorando le nostre vite?

Su questo il pubblico è diviso a metà: tra riserve pessimistiche e speranze utopiche, la società si interroga se le innovazioni permetteranno di progredire verso una nuova cultura o se ci priveranno della nostra umanità.

 

In questo articolo affrontiamo un tema caro a molti: il lavoro.
Al giorno d’oggi ogni volta che un macchinario viene installato in uno stabilimento c’è un operaio da qualche parte che trema per la paura di vedersi soffiare il posto di lavoro. Ma questa paura è davvero fondata?

 

A detta di molti si. Bank of America stima che il 47% dei lavoratori americani ha un’alta probabilità di vedere il proprio lavoro completamente automatizzato entro i prossimi 20 anni.
Dai camion e i treni con guida autonoma fino alla ristorazione, moltissimi lavori oggi rischiano di essere sostituiti dalle tecnologie.

Un braccio meccanico che gestisce un bar sviluppato da un’azienda di Cesena

 

Anrew Puzder, CEO di Hardee, spiega il fenomeno con queste parole: “Gli strumenti digitali sono sempre gentili, non vanno mai in vacanza, non arrivano mai tardi, non scivolano e non si fanno male, non provocano discriminazioni sessuali, razziali o di età, vendono sempre più delle attese».

 

Esiste quindi un altro futuro possibile?

 

Secondo l’autorevole testata giornalistica americana “Wall Street Journal” si.
Nell’articolo “How the World’s Biggest Companies Are Fine-Tuning the Robot Revolution” il giornale ci spiega dati alla mano come il mondo del futuro non potrà non essere “Human + Machine”.
Le nuove tecnologie garantirebbero agli uomini più tempo libero ed una società più inclusiva e aperta a tutti, ricordando il principio che un lavoro non è soltanto completamente automatizzato o all’opposto per nulla automatizzato, ma il frutto di una cooperazione tra l’uomo e la macchina.

 

Il caso che viene riportato dal giornale è quello dello stabilimento BMW di Spartanburg che ha introdotto l’automazione grazie alle macchine, raddoppiato la produzione e aumentato i dipendenti da 4200 a 11000. Come?
Assegnando alle macchine i compiti più routinari e ripetitivi e ai dipendenti quelli più creativi e di controllo della qualità.

Per trarre una conclusione potremmo concordare che non dovrebbe essere l’evoluzione della tecnologia a spaventarci, ma il modo in cui Paesi e aziende saranno in grado di preparare i propri lavoratori al grande cambiamento che ci attende.

 

E tu da che parte stai?
Il lavoro si evolverà o verrà sostituito dalle tecnologie?